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Calice al Cornoviglio: un territorio da scoprire
Foto castello Doria Malaspina

C'è una Liguria lontana dal mare e dalle immagini più conosciute della costa. Una Liguria fatta di boschi, piccoli borghi, torrenti e strade che si inoltrano nell'entroterra.

Calice al Cornoviglio si trova in provincia della Spezia, nel cuore della Lunigiana storica e tra le vallate del Magra e del Vara. Il suo territorio, prevalentemente collinare e montuoso, si estende per oltre 34 chilometri quadrati e raggiunge i 1.162 metri del Monte Cornoviglio.

Un luogo da attraversare senza fretta, dove piccoli nuclei abitati, boschi e paesaggio raccontano ancora il legame tra l'uomo e l'ambiente.

Per noi Calice è qualcosa di più: è il territorio in cui viviamo, lavoriamo e alleviamo le nostre api.

Un territorio di borghi e boschi

Calice al Cornoviglio non è costituito da un unico centro abitato. Le sue numerose frazioni e borgate sono distribuite tra vallate, crinali e boschi, in un territorio che per lungo tempo ha vissuto soprattutto di agricoltura e attività forestali.

Con il progressivo abbandono di molte aree coltivate, il bosco ha riconquistato spazio. Castagneti, boschi misti, radure e vegetazione spontanea formano oggi un paesaggio che cambia continuamente con il trascorrere delle stagioni.

Una parte del territorio comunale rientra inoltre nel Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara, un'area protetta che dalle zone costiere e dalla Val di Magra arriva fino alle verdi colline della Val di Vara.

Ed è proprio questa ricchezza ambientale a rendere il territorio particolarmente interessante anche per le api.

Il Castello Doria Malaspina

A dominare il borgo di Calice c'è il Castello Doria Malaspina, uno dei luoghi simbolo del paese.

Le sue origini sono molto antiche. Nel corso dei secoli il castello passò attraverso diverse famiglie e dominazioni: dai Malaspina ai Fieschi e successivamente ai Doria. Con il tempo perse progressivamente la propria funzione difensiva trasformandosi in residenza e, dopo l'Unità d'Italia, divenne anche sede comunale, funzione mantenuta fino al 1993.

Oggi gli spazi del castello ospitano diverse raccolte museali dedicate alla storia, all'arte e alle tradizioni del territorio.

Un Museo dell'Apicoltura nel cuore del castello

Tra queste ce n'è una che sentiamo inevitabilmente più vicina: il Museo dell'Apicoltura.

Nato per iniziativa degli apicoltori calicesi e allestito negli antichi magazzini del castello, è stato il primo museo dell'apicoltura istituito in Liguria. Al suo interno sono conservate arnie tradizionali, strumenti utilizzati per la raccolta e la lavorazione del miele e materiali che raccontano le diverse fasi del lavoro dell'apicoltore.

La sua presenza racconta qualcosa di importante: il rapporto tra Calice e l'apicoltura non appartiene soltanto al presente.

Gli strumenti di un tempo parlano di un mestiere che nel corso degli anni è cambiato profondamente, ma nel quale alcune cose sono rimaste immutate. Ancora oggi sono le api, le fioriture, il clima e l'andamento delle stagioni a stabilire gran parte delle regole.

Per noi, che continuiamo a fare apicoltura proprio qui, questo legame tra passato e presente ha un significato particolare.

Un paesaggio che cambia con le stagioni

Visitare questo territorio in periodi diversi dell'anno significa incontrare ogni volta un paesaggio differente.

La primavera porta le nuove fioriture e restituisce colore ai prati e ai margini dei boschi. Con l'estate la vegetazione diventa rigogliosa e l'attività delle api raggiunge uno dei suoi momenti più intensi. Poi arriva l'autunno, con i colori dei castagneti e dei boschi misti, fino all'inverno, quando il paesaggio sembra rallentare.

È una trasformazione continua che riguarda anche il nostro lavoro.

Perché ciò che fiorisce, quando fiorisce e le condizioni meteorologiche che accompagnano una stagione influenzano inevitabilmente ciò che le api riescono a raccogliere.

Il territorio delle nostre api

I nostri alveari sono immersi in questo ambiente, tra boschi e fioriture spontanee.

Abbiamo scelto di non inseguire una singola fioritura per ottenere mieli monoflora. Preferiamo che siano le api, la stagione e il territorio a determinare ciò che entrerà nell'alveare.

È per questo che consideriamo il miele non soltanto un prodotto delle api, ma anche un'espressione del luogo in cui nasce.

Ogni raccolto porta con sé qualcosa dell'annata che lo ha prodotto: le fioriture disponibili, le piogge, il caldo, il ritmo della stagione. E proprio per questo colore, profumo, consistenza e gusto possono cambiare da un anno all'altro.

Ne abbiamo parlato anche nell'articolo Perché il miele cambia ogni anno

Scoprire Calice, conoscere un po' di più anche noi

Raccontare Calice al Cornoviglio significa inevitabilmente raccontare anche una parte della nostra storia.

I boschi, le fioriture spontanee e il paesaggio che circondano gli alveari non sono semplicemente lo sfondo del nostro lavoro: ne fanno parte.

Scoprire Calice significa percorrerne le strade, incontrare i piccoli borghi disseminati sul territorio, osservare i boschi, visitare il castello e scoprire che proprio al suo interno esiste un museo dedicato all'antica tradizione dell'apicoltura.

E forse significa anche comprendere un po' meglio ciò che cerchiamo di racchiudere in ogni vasetto del nostro miele.